Come riconoscere la cocaina

Come riconoscere la cocaina

La cocaina è una sostanza stupefacente che viene ottenuta dalle foglie di una pianta e venduta in maniera illegale, dopo essere stata tagliata, in diverse forme.

A causa della sua composizione chimica, la cocaina è una delle sostanze alla quale il corpo umano si abitua in maniera più rapida: l’assuefazione comporta in chi la assume la diminuzione del piacere e della durata della dose.

Inoltre, gli effetti collaterali di un uso prolungato della cocaina possono essere riconosciuti in maniera caratteristica rispetto ad altre droghe, ugualmente diffuse e consumate. Vediamo quindi come riconoscere la cocaina.

 

Come riconoscere la cocaina

Come i film ci hanno abituato, la cocaina è caratterizzata per essere una droga in polvere bianca: proprio per questo viene indicata dagli spacciatori con il nome di “neve” o “nuvola bianca”. Tuttavia, la cocaina può essere presente anche in altri formati che è opportuno conoscere per poterne stare lontani in maniera preventiva:

  • Foglie di coca: a differenza di quanto si possa pensare, masticare le foglie di cocaina consente di assumere la droga in percentuali di purezza molto basse (entro il 2,5%). Gli effetti sono lievi, ma prolungati: la cocaina entra in circolo entro 5 minuti dall’assunzione e 15 minuti dalla deglutizione; la durata della dose è di massimo 90 minuti.
  • Pasta di cocaina: si tratta di un prodotto estratto dalle foglie di cocaina e costituito quasi interamente da alcaloidi, in quanto la presenza di cocaina è di circa due terzi sul totale e la purezza può raggiungere l’80%. Data la sua consistenza, viene fumata nelle sigarette o nelle pipe insieme a tabacco o altre droghe come la marijuana.
  • Cocaina in polvere: è la forma che viene più venduta in quanto può essere anche sintetizzata in laboratorio a partire dalle foglie stesse della pianta. È assunta per via intra nasale, attraverso una cannuccia che scorre lungo la striscia di droga: ciascuna di esse può contenere fino a 40 mg di prodotto, in gradi di purezza differenti a seconda di come è stato realizzato il taglio. In alternativa può essere iniettata per via sottocutanea: questa modalità viene poco praticata dal momento che l’assorbimento è più lento e, di conseguenza, viene preferita la modalità endovenosa.
    Infine, a causa dell’elevata solubilità della cocaina in polvere, può essere assunta anche attraverso succhi composti da droga, acqua e bicarbonato di sodio. In questo caso il tempo di assorbimento può risultare molto lento, ma i suoi effetti particolarmente duraturi.
  • Crack: è comparsa per la prima volta in California all’inizio degli anni ‘80, per poi diffondersi in tutta Europa. Viene prodotta dalla cocaina in polvere che viene lavorata fino ad ottenere dei cristalli puri di cocaina di base: questo permette agli spacciatori di trasformare 1gr di cocaina da strada in sei porzioni di crack.

Oltre al formato in cui può presentarsi la cocaina, è opportuno sottolineare come questa droga abbia un odore caratteristico, molto simile a quello della benzina.

Infine, per riconoscere la cocaina, è sufficiente analizzare gli effetti collaterali che questa sostanza ha su chi la assume o, in casi più estremi, ne è dipendente: infatti, sebbene la dipendenza da cocaina possa mostrarsi con un grado di intensità differente, tuttavia alcuni elementi possono essere considerati validi per tutti. In particolare, pupille dilatate, nervosismo, dimagrimento, iperattività alternata a calo dell’attenzione e vere e proprie crisi di astinenza sono solo alcuni di questi.

Qualora ci si dovesse accorgere della presenza di uno o più di questi sintomi è importante attivarsi per accompagnare la persona cara dipendente da cocaina attraverso un percorso di disintossicazione prima che gli effetti collaterali di questa sostanza diventino irreparabili. Se si ritiene che i tradizionali centri di disintossicazione non siano adeguati, rTMS Italia mette a disposizione la propria competenza e la strumentazione apposita per eseguire la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva: grazie al protocollo medico (la cui efficacia è stata riconosciuta dalla comunità scientifica) è possibile intervenire su chi è dipendente in maniera non invasiva, indolore e senza che si debba ricorrere al ricovero ospedaliero o in apposite strutture.

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