Durante il 2020 i sequestri di cocaina sono triplicati e, per il terzo anno consecutivo, si registra un aumento dei morti per overdose (+18%)
Sono questi i dati che emergono dalla relazione annuale 2020 della Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa) che si impegna a tracciare l’andamento del narcotraffico in Italia.
Morte per overdose cocaina
Una tendenza preoccupante che viene riportata dal report è quella relativa all’aumento dei morti per overdose. Sebbene i dati relativi al 2020 non siano ancora disponibili, quelli del 2019 non promettono nulla di buono: durante l’anno scorso era stato registrato un incremento dell’11% portando il numero di decessi da cocaina a quota 373. Tra le cause del decesso ci sono gli oppiacei e il metadone, ma il mercato della cocaina ha triplicato il proprio volume, raggiungendo il record di 8,4 tonnellate di mercato illegale.

Fattori di rischio della morte per cocaina
Uno studio basco ha sottolineato come l’assunzione prolungata di cocaina svolga un ruolo importante nell’insorgere di fenomeno cardiovascolari e aumenti le probabilità di ictus. L’indagine ha portato gli studiosi ad affermare che il consumo di cocaina aumenta di ben 4 volte il rischio di morte.
Infatti, sebbene questa sostanza stupefacente possa portare, nel breve periodo, ad un malfunzionamento del sistema nervoso centrale, i danni più gravi vengono arrecati all’apparato cardiovascolare.
In particolare, assumere la cocaina (principalmente per via inalatoria, come è maggiormente diffusa in Occidente) può comportare dei danni al cuore tra cui l’aumento della frequenza cardiaca, l’incremento della pressione sanguigna e altri malfunzionamenti al tessuto muscolare che possono comprometterne la funzionalità. Al tempo stesso è opportuno sottolineare che gli effetti della cocaina possono variare in base alla quantità che viene assunta: coloro che assumono dosi superiori a 300 mg possono assistere a conseguenze gravi come problemi cardiovascolari, infarti del miocardio ed emorragie.
Sebbene le ischemie e l’infarto del miocardio acuto siano tra le patologie più frequenti descritte dalla letteratura medica come conseguenti all’abuso di cocaina, questa sostanza può portare a delle alterazioni della coagulazione. La cocaina, infatti, promuove la trombosi inibendo il normale funzionamento delle molecole implicate nel processo biochimico della coagulazione. Questo può portare, in alcuni casi, ad una disfunzione endoteliale (l’endotelio è il tessuto che ricopre la superficie interna dei vasi sanguigni e dell’endocardio) che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del tono vascolare, dei processi infiammatori e nella coagulazione stessa.

Infarto da cocaina
I tempi di insorgenza degli infarti da cocaina possono variare dai 30 minuti ad alcune ore dall’assunzione dell’ultima dose. I soggetti che presentano un infarto acuto possono presentare un quadro medico già compromesso a causa del prolungato utilizzo della sostanza stupefacente (in particolare, un deterioramento della funzione cardiaca). In una fase preliminare all’infarto è possibile che si avvertano aritmie (tachicardia, bradicardia) e disturbi del battito correlati.
È importante sottolineare che in soggetti che abusano di questa sostanza, il consumo congiunto di fumo e alcool costituisce un fattore di rischio ulteriore che può aumentare il rischio di incorrere in problemi di salute molto gravi.
Se ti riconosci in alcuni di questi sintomi o hai una persona vicina che fa abuso di cocaina, rivolgiti a dei professionisti prima che sia troppo tardi. Il nostro team di rTMS Italia è a disposizione per fornirti tutto il supporto necessario per uscire dalla dipendenza e riprendere in mano la tua vita.

