Come aiutare un cocainomane a smettere

Come aiutare un cocainomane a smettere indirizzandolo verso un trattamento di disintossicazione con la TMS.


Aiutare un cocainomane a smettere è possibile: ecco come.

Quando una persona cara entra nell’oscuro vortice della tossicodipendenza, in primis non c’è da sorprendersi: una volta la cocaina era considerata la “droga dei ricchi”, oggi invece è generalmente accessibile a tutti, tant’è che in Italia è una delle sostanze stupefacenti più utilizzate.

Secondo le statistiche dell’European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), il nostro Paese è il quarto classificato in Europa per consumo di cocaina, preceduto soltanto dalla Spagna, dalla Gran Bretagna e dall’Irlanda. (European Drug Report 2018)

Nonostante i dati poco rassicuranti, convincere un figlio, il partner, un amico a smettere di fare uso di questa sostanza non è un’utopia. Ecco di seguito tutte le indicazioni su come aiutare un cocainomane a smettere e come supportarlo attivamente nel suo percorso di disintossicazione con la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS).

Come aiutare un cocainomane a smettere: chi inizia ad abusare della cocaina?

Chi arriva alla dipendenza da cocaina spesso inizia ad assumere questa sostanza sporadicamente, con la convinzione di riuscire a controllare perfettamente il suo impiego. È difficile stilare un identikit del cocainomane, in quanto la dipendenza da cocaina è un problema che può affliggere chiunque, dall’adolescente all’anziano, dall’operaio al manager aziendale.

Le persone che presentano un passato di tossicodipendenza sono generalmente più inclini a provare altre droghe, ma tra i casi più comuni di dipendenza da cocaina vi sono anche le seguenti figure:

  • ragazzi che hanno iniziato ad utilizzarla durante le uscite con gli amici e poi non sono più riusciti a farne a meno
  • lavoratori che svolgono un mestiere gravoso a livello fisico o mentale e hanno trovato in questa sostanza un  modo per fronteggiare la fatica, ma ora sentono il bisogno di utilizzarla quotidianamente
  • persone che vivono uno stress familiare e trovano un rifugio, una via di fuga, nella cocaina.

Qualunque sia la situazione di partenza, la base per aiutare un cocainomane a smettere è il dialogo.

come aiutare un marito cocainomane a smettere

Ignorare il problema non è una soluzione, in quanto chi assume cocaina continuativamente deve essere indirizzato ad una terapia medica adeguata al suo problema.

Primo passo, dunque, l’ammissione della tossicodipendenza.

Come affrontare il problema della dipendenza da cocaina con la persona interessata.

Il dialogo è il fondamento per l’ammissione del problema: è difficile che un cocainomane ammetta di sua spontanea volontà di essere un tossicodipendente, in quanto, nella maggioranza dei casi, lo nega anche a se stesso. Chi è vicino a questa persona dovrebbe dunque esporle i propri sospetti e le proprie preoccupazioni.

Probabilmente la sua prima reazione sarà quella di ergere un muro e di non ammettere la dipendenza, ma è fondamentale non arrendersi e parlargli dei danni della cocaina a livello fisico (soprattutto cerebrale) e sociale.

È inoltre necessario indirizzarlo verso la TMS, il metodo più innovativo di disintossicazione, che non prevede il ricovero e che permette ai pazienti di continuare a svolgere le loro consuete attività.

Quali sono i danni della cocaina?

Ecco, di seguito, tutti i danni fisici prodotti dall’utilizzo della cocaina, da esporre al tossicodipendente in modo scientifico ed asettico.

  • Questa peculiare sostanza stupefacente, a livello cerebrale, causa un accumulo di dopamina, un neurotrasmettitore che ha numerose funzioni, tra cui quella di regolare l’umore, il sonno e l’attenzione. Nello specifico, i neuroni secernono la dopamina nella sinapsi in modo che si possa legare con i recettori dei neuroni limitrofi. La cocaina interferisce con questo processo impedendo il passaggio della dopamina dalla sinapsi al neurone, e causando conseguentemente il suddetto accumulo, che sovrastimola i neuroni riceventi e provoca la tipica sensazione di euforia descritta dagli utilizzatori di cocaina.
  • L’utilizzo di cocaina inibisce l’appetito ed il sonno causando, a lungo termine, perdita di peso e malnutrizione.
  • L’assunzione di cocaina provoca, a breve termine, dilatazione delle pupille, vasocostrizione, febbre, nonché aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa e quindi del lavoro cardiaco (facilitando complicazioni come infarti e ictus).
  • In alcuni casi la prima assunzione di cocaina può portare al decesso per arresto cardiaco o respiratorio.
  • Nella maggior parte dei casi, chi consuma cocaina osserva tolleranza ai suoi effetti: la conseguenza di questo fenomeno è il progressivo aumento delle dosi – e della loro frequenza – per poter provare forti sensazioni di euforia e di piacere.
  • Quando la cocaina viene utilizzata a dosi sempre crescenti e frequentemente, può portare ad uno stato paranoico che spesso sfocia nella schizofrenia paranoide (psicosi da cocaina).
  • L’abuso di cocaina porta a numerose complicanze mediche. Ecco qualche esempio:
    – disturbi cardiovascolari
    – disturbi respiratori
    – disturbi neurologici (anche ictus)
    – complicazioni gastrointestinali (che nei casi più gravi possono sfociare in necrosi dei tessuti intestinali)
  • L’inalazione di cocaina (tale modalità di assunzione viene comunemente chiamata “sniffare”) può provocare infezioni ed emorragie nasali, raucedine ed altri disturbi.
  • Se assunta per via endovenosa, la cocaina può causare allergie e conseguenti shock anafilattici. Inoltre l’utilizzo di siringhe non sterili – o addirittura la condivisione degli aghi – può aumentare il rischio di contrarre il virus dell’HIV/AIDS nonché l’epatite C.
  • Se assunta insieme all’alcol, l’organismo trasforma le due sostanze in etilene di cocaina, uno stimolante molto potente e dannoso a livello cerebrale.
  • Generalmente gli spacciatori aggiungono alla cocaina pura altre sostanze come l’amido di mais, antiparassitari, sostanze anestetiche. Il mix di queste sostanze, specialmente se assunto per via endovenosa, può essere letale.

Dopo aver esposto tali conseguenze, si può proseguire l’opera di persuasione descrivendo i benefici della stimolazione magnetica transcranica.

Come aiutare un cocainomane a smettere: la disintossicazione con la TMS.

Attualmente non esiste alcun farmaco che possa disintossicare un cocainomane, mentre è frequente l’utilizzo di altri farmaci come antidepressivi, stabilizzanti dell’umore ed ipnotici, dietro prescrizione medica. Questi medicinali non solo non hanno alcun effetto terapeutico ma inducono anche marcati effetti collaterali come sonnolenza, scarsa capacità di concentrazione ed altri effetti tossici.

Quando un tossicodipendente cerca di smettere di assumere cocaina senza seguire un’adeguata terapia, si ritrova a combattere con il craving (ovvero la fortissima pulsione ad utilizzare la sostanza stupefacente) e con la conseguente ricaduta.

Oggi la nuova frontiera della disintossicazione da cocaina è data dalla TMS, la stimolazione magnetica transcranica. Questa terapia innovativa non presenta controindicazioni (se non ronzii alle orecchie e lieve cefalea transitoria) e permette una progressiva riduzione del craving. La TMS infatti agisce direttamente sui neuroni alterati dalla dipendenza da cocaina, riportandoli alla condizione di partenza e sopprimendo dunque il desiderio di assumere la sostanza stupefacente.

Per quanto riguarda la dipendenza da cocaina sono previsti cicli di circa 34 sedute: il numero è indicativo in quanto ogni paziente riceverà un trattamento personalizzato dopo approfondito esame clinico.

Le sedute di TMS hanno luogo nei nostri centri medici a Milano e a Cagliari a livello ambulatoriale, dunque non prevedono ricoveri. Il paziente durante tutto il periodo di trattamento può continuare a lavorare e svolgere qualsiasi altra attività.